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Pensioni. Cgil, proposte Governo insufficienti
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Pensioni. Cgil, proposte Governo insufficienti

L’ordine del giorno del Comitato direttivo

“Le risposte ottenute dal Governo, limitate al tema della aspettativa di vita e ad alcune proposte emendative sul Fondo di integrazione salariale e sulla previdenza complementare per i lavoratori pubblici, sono del tutto insufficienti, non solo rispetto alle proposte unitarie contenute nella piattaforma sulle pensioni oggetto di rivendicazione da oltre 2 anni, ma anche rispetto agli impegni definiti per la seconda fase nel verbale sottoscritto l’anno scorso su questi temi con il Governo”. E’ questo il commento della Cgil, espresso in un ordine del giorno approvato dal Comitato direttivo, che si è riunito ieri, sullo stato dell’arte del confronto con il Governo, aggiornato a sabato 18 novembre.

Per il sindacato di Corso d’Italia, “il confronto non ha registrato nessuna risposta su flessibilità in uscita, giovani, lavoro di cura e condizione delle donne, previdenza complementare per i lavoratori del privato; temi che in modo particolare per le giovani generazioni, rappresentano la possibilità di tenuta di un sistema previdenziale universale”. Allo stato attuale il confronto “non ha permesso di definire risposte adeguate in materia di rivalutazioni delle pensioni in essere”.

Sulla aspettativa di vita, la Cgil dichiara di “aver preso atto che su questa materia il Governo non ha dato risposte convincenti e sufficienti rispetto alla nostra richiesta di sospendere l’automatismo di adeguamento per aprire una discussione volta a modificare il meccanismo stesso". Quanto proposto dal Governo "non risponde al fatto che l’adeguamento incide negativamente su tre fattori, vecchiaia, pensione anticipata e calcolo coefficienti di trasformazione.

Per queste ragioni, il Comitato Direttivo della Confederazione ritiene indispensabile “dare continuità alle iniziative già definite per tenere viva la piattaforma, con l’obiettivo di sostenere le proposte sindacali e determinare cambiamenti nella prossima legge di bilancio; tenere aperta, nella relazione con le lavoratrici ed i lavoratori , la volontà di un cambiamento strutturale del sistema pensionistico, che per la Cgil rimane l’obiettivo anche per il confronto con i prossimi Governi”. Inoltre, la Confederazione ritiene altresì indispensabile “lavorare per quanto possibile per mantenere in modo unitario il confronto, le valutazioni dello stesso e le iniziative a sostegno delle nostre posizioni”. 

Tuttavia avverte che “qualora il confronto non determini avanzamenti, il giudizio della Cgil non potrà che essere negativo su queste tematiche e pertanto il comitato direttivo dà il mandato alla segreteria a decidere, sulla base della discussione svolta, tutte le iniziative di mobilitazione nazionali utili a rendere chiara ed evidente la necessità di conquistare risposte coerenti con la piattaforma sulla previdenza e gli impegni già assunti dal Governo con la fase due del protocollo sottoscritto lo scorso anno”.

“Le iniziative che saranno quindi definite – conclude il documento - dovranno inoltre essere l’occasione per confermare il giudizio più ampio sulle misure previste nella legge di bilancio; una legge che abbiamo giudicato inadeguata rispetto ai bisogni del Paese anche sul tema delle proposte complessive sul lavoro e sugli ammortizzatori, sugli investimenti, sulle politiche economiche, sulla sanità”.

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