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Alternanza scuola/lavoro: per lo più dequalificata
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Alternanza scuola/lavoro: per lo più dequalificata

Cgil, occorre garantire standard e percorsi di qualità

I percorsi di alternanza scuola lavoro, resi obbligatori dalla legge 107 del 2015 per gli ultimi tre anni delle scuole secondarie di secondo grado, mostrano ancora il rischio di essere esperienze dequalificate per gli studenti. È quanto emerge dal secondo monitoraggio delle esperienze di alternanza scuola-lavoro promosso da Cgil, Flc-Cgil e Rete degli studenti medi e realizzato dalla Fondazione Di Vittorio.

Secondo i risultati del 2° monitoraggio, che ha coinvolto oltre 43.500 studenti delle classi terze e quarte, un ragazzo su 5 (nel precedente erano uno su 4) ha partecipato solo ad attività propedeutiche senza avere esperienze di apprendimento in contesti di lavoro (11%) oppure solo esperienze di lavoro al di fuori di una loro contestualizzazione basata su formazione e seminari organizzati dalle scuole (8,7%).

Resta prevalente l'occasionalità dei percorsi e non la pluriennalità della progettazione (in quasi il 80% dei casi). La Cgil, nelle linee guida sull’alternanza scuola/lavoro, "chiede e vuole impegnarsi per un rilancio dell'alternanza che punti verso l'alto" per contrastare un utilizzo distorto e forme di abusi”, ma soprattutto per evitare che queste esperienze si trasformino "in strumento del mercato del lavoro, sia sotto il profilo della sostituzione di manodopera, sia sotto quello del dumping contrattuale”. Invece, secondo il sindacato, “bisogna garantire standard  e percorsi di qualità”. 

Tornando al monitoraggio, imprese ed enti pubblici si confermano le strutture ospitanti con cui le scuole siglano il maggior numero di convenzioni, rispettivamente nell’84% e nel 70% dei casi, ma rispetto al precedente cala il coinvolgimento degli enti pubblici (dal 76%). Stabile invece il coinvolgimento degli enti privati (sempre al 56%) mentre diminuisce quello del terzo settore dal 58% al 44%. 

Decisamente più rare le convenzioni con le Camere di Commercio, con enti che svolgono attività per il patrimonio ambientale o di promozione sportiva e con gli ordini professionali. La netta maggioranza delle esperienze di apprendimento nelle strutture ospitanti risulta di stage/tirocini (quasi l'80%), con una durata media dell'esperienza di 4 settimane per studente nell'arco dell'anno scolastico; il 16% rientra nella tipologia dell'esperienza occasionale, come ad esempio la visita in azienda.

Altro elemento significativo emerso dal 2° monitoraggio della Cgil è che il 78% delle esperienze è realizzato almeno in parte durante la sospensione delle attività didattiche. Un aspetto che, sottolinea il sindacato, evidenzia ancora di più "l'importanza di supportare le scuole in questa delicata fase di transizione" per evitare “frammentarietà, dispersione e occasionalità” delle esperienze.


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