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Lavoro: alla FCA parte la mobilitazione
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Lavoro: alla FCA parte la mobilitazione

De Palma (Fiom), garantire il futuro occupazionale e contrattuale

“E' cominciata questa settimana la mobilitazione della Fiom negli stabilimenti Fca e Cnhi per il futuro occupazionale e contrattuale dei lavoratori. L’investor day di giugno è troppo lontano, e troppe incertezze ci sono sul futuro, sia per il polo del lusso che per la produzione di utilitarie. Dopo la Carrozzeria di Mirafiori i contratti di solidarietà verranno, da oggi, avviati anche alla Maserati di Grugliasco, per 6 mesi a partire da aprile per 1.582 dipendenti su 1.683 totali”. Lo fa sapere Michele De Palma, della segreteria nazionale della Fiom Cgil.

Le giornate di fermo per i centri di ricerca e per la produzione sono ormai da allarme rosso. In questi giorni, fino a sabato 17 marzo, in molti stabilimenti Fca e Cnhi. Ci saranno oltre 20 iniziative di mobilitazione per il lavoro e i diritti, solo nella prima settimana. Sono in corso oggi volantinaggi agli Enti Centrali Torino, al CRF Torino, al Mirafiori Motor Village, alla Magneti Marelli Sulmona e alla FCA di Pratola Serra (Avellino). In data odierna, inoltre, sono stati organizzati assemblee e volantinaggi al Sevel di Atessa e alla VM Cento. Domani sono state indette iniziative agli Enti Centrali e CRF di Pomigliano, alla Magneti Marelli Caivano e alla FCA Grugliasco. Giovedì 15 marzo i volantinaggi e le assemblee riguarderanno la Magneti Marelli Bologna, la Magneti Marelli di Crevalcore, la FCA GB VICO Pomigliano, il polo logistico GB VICO di Nola, la FCA Melfi, la FCA Cassino, la PCMA Magneti Marelli Paliano, in cui si faranno 2 ore di sciopero per turno, alla CNHI Lecce, alla Magneti Marelli Bari, alla FCA Foggia. Venerdì 16, poi, ci saranno volantinaggi alla Cnhi e alla Maserati di Modena.

La Fiom fa appello a tutte le lavoratrici e i lavoratori a sostenere le iniziative che la Fiom mette in campo. I sindacati firmatari, invece di dividere i lavoratori, si impegnino in una campagna di assemblee e iniziative unitarie per riaprire la vertenza sul piano occupazionale e industriale. Troppo tempo è passato e poco ne abbiamo davanti, il ritardo accumulato mette a rischio il mantenimento dei livelli occupazionali, perché si è creato un disallineamento tra l’utilizzo degli ammortizzatori sociali e i tempi di messa in produzione di nuovi modelli. È indispensabile che la proprietà faccia chiarezza sul futuro, non pensi solo all'azzeramento del debito, investa su nuovi modelli e favorisca la transizione dai modelli con motori tradizionali a nuove motorizzazioni ibride ed elettriche, perché senza innovazione non c’è futuro e occupazione".


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