rss

 

Pensione per lavori usuranti
/ Categorie: Previdenza, Home, IncaMondo

Pensione per lavori usuranti

Termine ultimo per le domande il 1° maggio

Per i lavoratori impiegati in attività usuranti, che perfezioneranno i requisiti richiesti per il pensionamento entro quest’anno, il 1° maggio è il termine ultimo di presentazione delle domande di pensione. Con la circolare n° 59 del 29 marzo 2018, l’Inps illustra le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2018 relative ai nuovi criteri di determinazione del numero di notti computabili per i lavoratori notturni. Per le domande di pensione presentate dopo il 1° maggio, l’Inps avverte che la decorrenza della prestazione è differita di uno, due o tre mesi a seconda del ritardo con cui viene presentata la richiesta, sempreché sia accertato il possesso dei requisiti richiesti.

Gli addetti ai lavori usuranti sono identificati dall’articolo 1 del Dlgs 67/2011, che comprende 4 macro categorie:  

a) Lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti di cui all'articolo 2 del decreto del ministero del lavoro del 19 Maggio 1999. Si tratta dei soggetti che hanno svolto lavori in galleria, cava o miniera; i lavori ad alte temperature; i lavori in cassoni ad aria compressa; le attività per l’ asportazione dell’ amianto; le attività di lavorazione del vetro cavo; lavori svolti dai palombari; lavori espletati in spazi ristretti.

b) Lavoratori notturni:

- lavoratori a turni che prestano lo loro attività nel periodo notturno per almeno 6 ore per un numero minimo di giorni lavorativi all'anno non inferiore a 64;

- lavoratori che prestano la loro attività per almeno 3 ore nell'intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino per periodi di lavoro di durata pari all'intero anno lavorativo.

c) Lavoratori addetti alla linea di catena: lavoratori alle dipendenze di imprese per le quali operano le voci di tariffa per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro indicati nell'elenco n. 1 contenuto nell'allegato 1 allo stesso dlgs 67/2011, cui si applicano i criteri per l'organizzazione del lavoro previsti dall'articolo 2100 del cc, impegnati all'interno di un processo produttivo in serie, contraddistinto da un ritmo determinato da misurazione di tempi di produzione con mansioni organizzate in sequenze di postazioni, che svolgano attività caratterizzate dalla ripetizione costante dello stesso ciclo lavorativo su parti staccate di un prodotto finale, che si sostano a flusso continuo o a scatti con cadenze brevi determinate dall'organizzazione del lavoro o della tecnologia, con esclusione degli addetti a lavorazioni collaterali a linee di produzione, alla manutenzione, al rifornimento materiali, ad attività di regolazione o controllo computerizzato delle linee di produzione e al controllo qualità.

d) Conducenti di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a 9 posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.

La norma sull'agevolazione previdenziale dispone che in favore dei lavoratori impiegati in cicli di produzione organizzati su turni di 12 ore ,stabiliti tramite accordi collettivi stipulati entro il 31 dicembre 2016, ove il turno preveda lo svolgimento di lavoro notturno per almeno 6 ore che coprano l’intervallo dalle ore 24 alle ore 5 del mattino, è prevista una maggiorazione sul calcolo delle notti effettivamente lavorate.

All’interno di un turno di 12 ore, quindi, per ogni notte dell’anno solare nella quale sono state svolte almeno 6 ore di lavoro notturno, che coprano l’intervallo dalle 24 alle 5 del mattino, sarà possibile applicare una maggiorazione, applicando il coefficiente dell’1,5%. La rivalutazione del 50% delle giornate, quindi, permetterà più facilmente il raggiungimento delle soglie di 64, 72 o 78 notti annuali necessarie per l’accedere al beneficio dell’anticipo pensionistico.

Nella circolare, l’Inps ricorda inoltre che a partire dal 1° gennaio 2017, per effetto di quanto stabilito dalla finanziaria 2017, all'articolo 1, comma 206 della legge 232/2016, per il riconoscimento dei benefici previdenziali è richiesto che le lavorazioni usuranti siano state svolte per almeno 7 anni, negli ultimi dieci anni di attività, oppure per almeno la metà della vita lavorativa complessiva. 

La domanda di riconoscimento e la relativa documentazione devono essere presentate telematicamente alla struttura dell’Inps territorialmente competente sia per dipendenti pubblici che per dipendenti privati .


Articolo Precedente 1° maggio 2018 a Prato
Articolo Successivo Pensioni: “I sistemi previdenziali in Europa”
Stampa

Nome:
Posta elettronica:
Oggetto:
Messaggio:
x