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Manovra. Cgil, la flat tax non è una flat tax
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Manovra. Cgil, la flat tax non è una flat tax

Estende il regime dei forfetari. Avrà effetti iniqui

La flat tax approvata nella legge Bilancio del 2019 dal Governo non è una flat tax ed è dedicata solo a due tipologie di contribuenti: autonomi e professionisti. E' semplicemente l'estensione del già esistente regime dei forfetari. A dirlo in una nota la Cgil sottolineando come sia evidente che tale sistema fiscale provocherà una molteplicità di effetti assolutamente iniqui”.

Per il sindacato di Corso d’Italia, l'introduzione di questa cosiddetta flat tax avrà come effetto immediato quello di tracciare un solco tra il trattamento dei diversi lavoratori autonomi ed imprese di professionisti. Ad esempio, un dipendente con un lordo previdenziale di 65.000 euro ha in busta paga, al netto di quota INPS, Irpef e addizionali, 37.981 euro annui. Se passasse a partita IVA nel regime che la legge bilancio disegna, il suo netto arriverebbe a 45.760 euro annui. Aggiungiamo: con un risparmio, per l'impresa, di una quota contributiva pari a 15.000 euro annui.

Con questo sistema – aggiunge la Cgil - si penalizzano le imprese strutturate, che diverranno le uniche a vendere beni e servizi con imposizione IVA, per estendere un sistema che sacrifica la trasparenza sull'altare della riduzione fiscale (a vantaggio di pochi e ben precisi soggetti).  Con l'esenzione dal regime IVA i beni e i servizi venduti o resi dai contribuenti flat tax potranno essere gravati di una minore imposizione. Soprattutto per le attività che strutturalmente sopportano bassi costi di produzione, pensiamo soprattutto alle professioni intellettuali, questa disparità si tradurrà in una competitività di costi gravemente pendente a favore dei più piccoli. Si aggraverà quella patologia del nostro sistema produttivo che vede pochissimi studi organizzati ed una miriade di micro imprese che per assurdo saranno favorite, con grave danno alla competitività di sistema, alla possibilità di inserirsi nei mercati globali, continuando quel dannoso trend che vuole la concorrenza tra professionisti non operata sulla maggior qualità dei servizi ma sul solo prezzo.

E ancora, denuncia la Cgil: Il meccanismo ideato per evitare passaggi da lavoro dipendente ad autonomo penalizzerà i lavoratori costretti dal datore di lavoro ad aprire una partita IVA, che oltre al danno, soffriranno la beffa di non poter accedere al regime agevolato a prescindere dal reddito. In generale, con la flat tax si opera una nuova riduzione della platea dei contribuenti assoggettati all'Irpef, che sta ormai finendo per diventare l'imposta su lavoro dipendente e pensioni, di fatto ultimi contribuenti costretti a fare solidarietà attraverso l'unica imposta ancora progressiva del nostro sistema fiscale.

Il sindacato, perciò, rilancia le sue proposte contenute nella piattaforma unitaria, alla base della vertenza per la quale abbiamo organizzato la manifestazione del 9 febbraio, ha tra i suoi punti più qualificanti proprio una riforma fiscale complessiva, che diminuisca il prelievo attraverso l'aumento delle detrazioni, riporti più redditi possibili sotto il sistema della progressività e combatta l'evasione fiscale.


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