rss

 

Lavoro: ai rider ancora tutele dimezzate
/ Categorie: Home, IncaMondo

Lavoro: ai rider ancora tutele dimezzate

La sentenza: sono autonomi etero-organizzati

I rider sono a tutti gli effetti lavoratori autonomi, ma hanno diritto alle stesse tutele, in materia di sicurezza e assicurazione antinfortunistica, previste per i dipendenti.  A stabilirlo, l’ultima sentenza della corte d'Appello di Torino (n. 26 dell’11 gennaio 2019), in risposta ad un ricorso legale avviato da 5 fattorini dell'azienda Foodora, con contratto co.co.co., che chiedevano il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato. “Tecnicamente restano ‘autonomi’ – si legge nel dispositivo - , ma per ogni altro aspetto, e in particolare per quel che riguarda sicurezza e igiene, retribuzione diretta e differita, limiti di orario, ferire e previdenza, il rapporto è regolato allo stesso modo  dei dipendenti”.  Una mezza vittoria, che lascia un segno parzialmente positivo per i lavoratori della gig economy; forse la prima, dopo le precedenti pronunce dei Tribunali di merito di Milano e Torino, dalle quale erano scaturiti orientamenti di segno diametralmente opposti, negando sia la condizione di subordinazione del rapporto di lavoro, sia il diritto alla tutela antinfortunistica.

Tale sentenza della Corte d’Appello di Torino si pone, quindi, in un processo non ancora concluso, nonostante le promesse del vicepremier Di Maio e l’apertura di un confronto con le parti sociali, ancora in alto mare. Le distanze sono ancora molto ampie, tra chi pensa  di risolvere i problemi unilateralmente, come sembra volere  l’attuale governo gialloverde, e i sindacati, che rivendicano la piena tutela per i lavoratori della gig economy; un settore in forte espansione che occupa circa 50 mila addetti.

Il tentativo di assimilazione dei rider alle  forme del lavoro subordinato inizia con la richiesta del riconoscimento di tutela in caso di infortuni sul lavoro: tale copertura assicurativa era già stata (limitatamente) riconosciuta per alcuni lavoratori nel 2017, quando grandi imprese come DELIVEROO avevano stipulato assicurazioni private a copertura del rischio, o quando società come FOODORA, sceglievano di inquadrare i rider con contratti di collaborazione coordinata e continuativa (cosiddetti co.co.co), consentendo loro l’accesso alla tutela assicurativa Inail. Nel 2018, anche UBER EATS seguiva l’esempio della DELIVEROO e stipulava con Axa una assicurazione privata contro gli infortuni per i suoi operatori. Casi isolati che lasciano tuttavia inalterato il problema di una piena tutela dei rider.  

Anzi, le esperienze finora realizzate ben rappresentano l’urgenza di trovare una soluzione coerente ed erga omnes per questi lavoratori, esposti al pari, se non di più,  di altre categorie al rischio di infortuni durante il lavoro, retribuito peraltro sulla base di un calcolo “a cottimo”, connesso alla quantità delle consegne effettuate a domicilio di pasti o merci varie. Tale sensibilità nel ricercare ed applicare una forma di tutela integrale a questi lavoratori pare, peraltro, maggiormente sentita negli altri paesi dell’Unione Europea, rispetto al nostro: già a fine 2017, in Spagna, la Inspeccion de Trabayo en Valencia stabiliva che: “I fattorini di Deliveroo – i cosiddetti riders- non sono lavoratori autonomi. Sono dipendenti anche se nel loro contratto figurano come se lavorassero in proprio”. Sono dello stesso avviso anche in  Belgio, dove la Commission administrative de règlement de la relation de travail (CRT) ha stabilito che: “…le modalità contrattuali proposte da Deliveroo corrispondono ad un rapporto di lavoro subordinato”.

La sentenza della Corte d’Appello di Torino, invece, ha contenuti molto più limitati, e si pone peraltro a metà del percorso che i sindacati intendono proseguire, in contrapposizione a qualsiasi ipotesi unilaterale del Governo di stabilire un salario minimo per legge e tanto meno il ricorso ai voucher per pagare i compensi dei rider.
Articolo Precedente Società: la sfida per la longevità
Articolo Successivo Inca: Attivo lo sportello “Settled Status"
Stampa

Nome:
Posta elettronica:
Oggetto:
Messaggio:
x