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Al via il Forum PA 2019
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Al via il Forum PA 2019

Lo studio: 500mila dipendenti pubblici verso la pensione

Per l'effetto combinato di varie misure di riduzione della spesa degli ultimi anni, tra pensioni di vecchiaia, Opzione donna, pensioni anticipate e quota 100 (per cui si contano già 41mila domande, che potrebbero arrivare a 100mila entro l'anno), circa 500mila dipendenti pubblici nell'arco dei prossimi 3-4 anni avranno maturato i requisiti per ritirarsi dal lavoro, ma potranno essere sostituiti da nuovo personale grazie allo sblocco del turn over di compensazione al 100% (secondo cui le Pa potranno reinvestire sui nuovi assunti ciò che risparmiano con i pensionamenti).

Emerge dalla ricerca sul pubblico impiego presentata oggi in apertura della trentesima edizione di Forum Pa 2019, la manifestazione sull'innovazione e la sostenibilità nella Pubblica amministrazione organizzata da Fpa, società del gruppo Digital360, al Roma Convention Center La Nuvola, con il supporto di Aws Intel, Cisco, Dxc Technology, Vodafone Business e Aci, che per tre giorni darà vita a convegni, workshop e momenti di formazione secondo il filo conduttore 'la Pa c'è che crea valore pubblico'.

Un ricambio che comporterà nell'immediato qualche problema di gestione dell'uscita per settori in sottorganico come sanità e scuola (per cui solo per requisiti anagrafici si stima il pensionamento in 3-4 anni rispettivamente di 100mila e 204 mila persone). Secondo lo studio, il ricambio rappresenta una straordinaria opportunità di rinnovamento per una Pa sempre più anziana, in cui l'età media del personale è di 50,6 anni, e sale a oltre i 54 anni nei ministeri, alla presidenza del Consiglio, nelle prefetture o negli enti pubblici non economici. Gli over 60 sono il 16,4% e gli under 30 solo il 2,8%. 

Quella che traccia la ricerca è una situazione di una Pubblica amministrazione poco qualificata, in cui ciascun dipendente ha usufruito mediamente solo di 1,04 giornate di formazione l'anno, mentre gli investimenti per l'aggiornamento si sono dimezzati in 10 anni (da 263 milioni di euro nel 2008 a 147 nel 2017); ma anche molto precaria, con 340mila lavoratori flessibili nel 2017, di cui sono stati stabilizzati solo lo 0,6% nell'ultimo anno.

A dispetto di una opinione diffusa circa la sovrabbondanza del personale, lo studio rileva che l'Italia, con 3,2 milioni di persone, ha il 70% dei dipendenti pubblici rispetto alla Germania, il 65% rispetto all'Inghilterra, il 60% della Francia e il personale si è ridotto di quasi 200mila unità in 10 anni (-5,6%). Secondo la ricerca, è necessario modificare le modalità di ingresso, gestione e sviluppo del personale, altrimenti, la sostituzione di mezzo milione di dipendenti rischia di non essere una reale opportunità di rinnovamento, ma una rottamazione agevolata con l'uscita di competenze ed esperienze preziose. 


Fonte: Adnkronos

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