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Lavoro: in vigore il Decreto 101/2019

Lavoro: in vigore il Decreto 101/2019

Filt Cgil: per i riders quella Legge non fa...Strada!

Sabato sera a Genova ha perso la vita Mario Angelucci. E’ morto mentre andava a consegnare una pizza con il suo scooter travolto da un autista ubriaco. Mario aveva un contratto di collaborazione coordinata e continuativa con la società Food Pony a cui si appoggia, a Genova, la piattaforma on line Just Eat. Come è noto la piattaforma mette in contatto, tramite internet, il cliente con il ristoratore per il servizio di consegne a domicilio.

Dopo diversi mesi di gestazione oggi è entrato in vigore, finalmente, il decreto legge n.101/2019 pubblicato ieri in G.U.,  che modifica il Dlgs. 81/2015 introducendo una sezione dedicata ai lavoratori che operano attraverso le piattaforme digitali.

A livello legislativo, la materia dei diritti e delle tutele previdenziali dei “Riders” è stata fino ad oggi priva di ogni forma, anche embrionale, di regolamentazione, e nella giungla regolamentare non sono mancati ovviamente gli abusi e le gravi irregolarità come l’utilizzo in questo campo di lavoro nero, di partite iva, o di contratti di lavoro domestico come denuncia la Filt regionale ligure.

Solo la Filt Cgil, con profondo senso di prospettiva e  in anticipo rispetto al legislatore e alla giurisprudenza, insieme alle altre sigle confederali di categoria, nel rinnovo del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione del 3 dicembre 2017 impone formalmente l’inserimento della figura professionale nella filiera di produzione e  nel 18 luglio del 2018 sigla con Fit e Uilt e tutte le Associazioni Datoriali del settore un accordo integrativo, che colloca i ciclo-fattorini nelle tutele e nei parametri retributivi del CCNL. Ad oggi tali tutele negoziali hanno già trovato efficace attuazione, attraverso la contrattazione di secondo livello, in alcune esperienze territoriali in Toscana.

Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, che è uno degli aspetti più importanti e delicati in questo settore, il contratto prevede l’obbligo di usare i DPI che dovranno essere forniti dall’azienda; i lavoratori quindi devono obbligatoriamente indossare il casco, indumenti ad alta visibilità, guanti e luci di segnalazione, con la previsione dell’implementazione da parte della contrattazione di secondo livello in relazione alle specificità dei vari contesti territoriali urbani.

Se sotto il profilo delle tutele previdenziali e del diritto del lavoro è apparsa grave l’assenza del legislatore, ha pesato come un macigno la sua totale assenza nella prevenzione per la salute e sicurezza sul lavoro dei fattorini che consegnano cibo in bicicletta o in motociclo. Sono sotto gli occhi di tutti le migliaia di ragazzi che quotidianamente, di giorno e soprattutto di notte, attraversano le strade in bicicletta o motociclo con scatoloni invisibili, privi di luci e segnali, spesso senza casco e senza alcun indumento ad alta visibilità. 

La pubblicazione del decreto legge, pur rappresentando un momento importante di riconoscimento per dei lavoratori cosiddetti “invisibili”, non scioglie nessuno dei dubbi circa i diritti e le tutele previdenziali anzi, per certi versi, ne complica la definizione, scegliendo di applicare la disciplina del lavoro subordinato anche ai lavoratori delle piattaforme digitali senza riconoscere il vincolo di subordinazione. 

In conclusione, il decreto resta un tentativo non riuscito di dare risposte a una nuova categoria di lavoratori e lavoratrici, in continua espansione nei numeri e nei territori urbani nazionali. Infatti, non ci sono nel testo i necessari riferimenti al divieto assoluto del cottimo, al diritto alla disconnessione e non sono presenti le tutele sindacali, il riposo, un orario minimo garantito e la garanzia di un compenso dignitoso. Restano infine molti dubbi anche in materia di salute e sicurezza circa gli obblighi del committente, soprattutto quando il mezzo di lavoro appartiene al lavoratore. 

Alla luce di queste lacune, per noi l’unico modo per assicurare tutele e riconoscere diritti ai riders sarebbe stato quello di favorire, con più coraggio e attraverso la legge, l’applicazione del CCNL, in particolare e più propriamente quello della logistica, ma anche in questo caso il decreto non raggiunge i risultati sperati, perchè oltre a non riconoscere la natura subordinata del rapporto di lavoro , prevede il ricorso al contratto collettivo come una mera facoltà, lasciando tutele e diritti nella confusione e nell’incertezza.

La Filt Cgil continuerà la strada già intrapresa della contrattazione, ma il Governo ha mancato e il sindacato si trova nuovamente nella condizione di coprire i vulnus e sostituirsi al legislatore distratto. 

Fonte: Notiziario Filt Cgil 


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