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Previdenza nella Gestione separata Inps
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Previdenza nella Gestione separata Inps

Aliquote contributive per collaboratori al 34,23%

Per il 2020 l’aliquota contributiva per i collaboratori e le figure assimilate, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, è pari al 33%, a cui si aggiunge l’1,23%, per effetto dell’estensione della tutela relativa alla maternità, agli assegni per il nucleo familiare e alla malattia, anche in caso di non degenza ospedaliera. 

A comunicarlo è l’Inps con la circolare n. 12 del 3 febbraio scorso nella quale indica anche il valore minimale e il valore massimale del reddito erogato per il calcolo dei contributi dovuti da tutti i soggetti iscritti alla Gestione separata. 

Le aliquote contributive, previdenziali e assicurative, dovute da collaboratori e figure assimilate e liberi professionisti, sono differenziate per soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie e soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria.

Per quanto riguarda i professionisti, l’articolo 1, comma 165, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, iscritti alla Gestione separata e non assicurati ad altre gestioni di previdenza né pensionati, l’aliquota contributiva è stabilita in misura pari al 25%, non essendo intervenute modifiche legislative in merito all’ulteriore aliquota contributiva pari allo 0,72% per la tutela relativa alla maternità, agli assegni per il nucleo familiare, alla degenza ospedaliera, alla malattia e al congedo parentale.
 
Per i soggetti già pensionati o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie, per il 2020, l’aliquota è confermata al 24%, sia per i collaboratori e le figure assimilate che per i professionisti, così come disposto dall’articolo 1, comma 491, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014).

Le aliquote contributive verranno calcolate su un massimale di reddito pari a € 103.055 e si applicano facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla Gestione separata fino al raggiungimento del citato massimale. 

Il minimale di reddito, previsto dall’articolo 1, comma 3, della legge n. 233/1990, è pari a € 15.953. Conseguentemente, gli iscritti per i quali è applicata l’aliquota del 24% avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo di € 3.828,72, mentre per gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene applicando l’aliquota maggiore avranno l’accredito con un contributo annuale pari ai seguenti importi:

- 4.103,11 (di cui 3.988,25 ai fini pensionistici) per i professionisti che applicano l’aliquota del 25,72%;

- 5.379,35 (di cui 5.264,52 ai fini pensionistici) per i collaboratori e le figure assimilate che applicano l’aliquota al 33,72%;

- 5.460,71 (di cui 5.264,52 ai fini pensionistici) per i collaboratori e le figure assimilate che applicano l’aliquota al 34,23%.
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